Pagine

domenica 26 novembre 2017

“DICONO” DI STEFANO DEL ROSSO: UNA VOCE E UNA STORIA AUTENTICA

“DICONO” è il brano che anticipa l’omonimo album d’uscita del cantautore emiliano, già disponibile in tutti i negozi e Digital Store. A detta dello stesso Stefano, il titolo vuole prendere spunto da tutte quelle nozioni e conoscenze acquisite per sentito dire, non derivanti da una nostra riflessione personale: un universo che di per sé non ci appartiene, ma che ci portiamo appresso, impedendoci di essere noi stessi, con la nostra spontaneità. Quale miglior modo allora, per esprimere tali concetti se non il Country? Un genere che da sempre rinnega qualsiasi complicazione e rifinitura, avvalendosi soltanto di quella naturalezza a cui la stessa traduzione del termine“country” (campagna) fa riferimento. Una spontaneità, confessa il cantautore, che da sempre ha destato il suo fascino, trovando nel folk una modalità espressiva quanto più coerente con il suo stile musicale: nelle vesti di un erede del songwriting americano, nel quale è evidente il debito nei confronti di Francesco De Gregori, Stefano Del Rosso ci riporta al vecchio cantautorato con una coloritura, che attraverso una precisa commistione di svariati  pigmenti, riesce ad affrescare il pentagramma con tonalità finora sconosciute. E tra queste tonalità emerge sicuramente anche un sempre attuale Bob Dylan, soprattutto nella strutturazione testuale, ravvisabile in quei contrasti creati da frasi tra loro antitetiche che pone l’ascoltatore davanti a due alternative, rendendo d’obbligo lo schieramento da una parte o dall’atra senza possibilità di mediazione, un costrutto utile e frequente in poesia, un altro appellativo che può definire la canzone di Del Rosso, che attraverso semplici accostamenti di situazioni opposte, riesce a raccogliere  la totalità delle cose. ( C’è chi naviga nei soldi, e chi nella fame… C’è chi i sogni gli ha perduti e chi non li sa fareC’è chi aspetta sempre qualcosa e chi non aspetta niente).
Il brano è anche accompagnato da un interessante videoclip, nel quale si può notare il cantautore imbracciare orgogliosamente la chitarra, mentre nella stessa stanza sono presenti diversi gruppi di persone, ma dove ogni gruppetto si dimostra incurante di ciò che gli sta intorno: ognuno con il suo modo di pensare la vita, ognuno con la propria storia. Alla fine del video, infatti, appare una sorta di fotogramma sfuocato: un riferimento al tempo che passando cambia le cose, ma, come Stefano del Rosso afferma, la storia si ripete…
Con un’aria melodica riecheggiante il country rock dei migliori Eagles anni ’70, una timbrica contaminata da influenze De Gregorizzanti, da cui si distingue un cantato libero da qualsiasi forzatura, Stefano del Rosso ci propone, una canzone senza tempo, come una cornice intercambiabile al quadro di ogni epoca, è il privilegio del menestrello: raccontare storie, ma sempre prendendo spunto dalla vita, una storia sempre attuale, l’unica storia veramente autentica di noi, che dicono riesce a narrarci non disdegnando quella leggera e amara punta di ironia.


Sonia Bellin

Nessun commento:

Posta un commento